La NET RECORDS nasce ufficialmente nel 1959 sull’onda de “il Musichiere” che aveva contribuito a diffondere in qualche modo la musica leggera in Italia.

Fondatore di NET RECORDS, allora, fu Corrado Tedeschi, industriale e precursore di mode, che allora decise di intraprendere un business musicale allora dominio esclusivo dell’ industria discografica Milanese.

Il primo disco uscito con la NET nel 1959 fu “Passion Flower” (una canzone tratta da una romanza di Beethoven) che andava per la maggiore, interpretata per noi da Baby Gate.

Chi era Baby Gate? Nientemeno che la grandissima Mina e quello era il suo pseudonimo all’inizio della carriera. Inutile dire che il successo fu immediato e presto la tiratura della NET con quel disco fu “esplosiva”.

Visto l’adeguamento del mercato e l’appiattimento del prodotto , Corrado Tedeschi pensò che per fare qualcosa fuori del comune bisognava ad ogni costo compiere il grande balzo in avanti: la NET RECORDS doveva uscire con un disco a due facciate, in tutto uguale a quelli a microsolco a 45 giri. Non fu facile convincere i discografici di Milano, che vedevano in questa iniziativa una possibile minaccia alla vendita dei propri dischi attraverso i consueti canali ma, soprattutto , più difficile fu strappare loro un prezzo compatibile con quello che avremmo potuto praticare noi producendo tale disco alla NET.  Alla fine, anche per l’esperienza acquisita, l’accordo fu trovato il 12 novembre 1960.

I dischi microsolco a 45 giri costavano, all’epoca, dalle 400 alle 500 lire, il prezzo di un pasto completo in trattoria. Ancora una volta l’inventiva e la tenacia di Corrado Tedeschi avevano fatto centro, risollevando una vendita che ormai cominciava a trascinarsi stancamente.

Il grande passo era fatto, perciò tutti gli sforzi furono concentrati sulla scelta dei titoli delle canzoni ( che ormai gli Editori musicali facevano a gara ad offrirci ) e degli interpreti di ottimo livello, come Mina, Wilma De Angelis, Jolanda Rossin ( interprete di un fantastico SanRemo) Battiato, e Marino Barreto.

Intanto per svincolarsi dai fabbricanti milanesi ed anche per ridurre i costi che cominciavano a lievitare, Corrado Tedeschi decise di fare tutto a casa: accanto alla Tipografia dove anche venivano stampate le copertine, sorse un grande capannone, furono acquistate le macchine e tutte le altre attrezzature necessarie e nel giro di pochi mesi iniziò la produzione in proprio dei Dischi in vinile, NET.

Alle canzoni si affiancarono i ballabili —valzer e tanghi celebri— e la musica da camera; parallelamente alla NET   furono lanciati vari “Albi “ mensili contenenti, oltre a una pubblicazione, tre dischi di musica classica, lirica, canzoni patriottiche – cori alpini, romanze dell’800 – canzoni folk, fino ad uscire con un nuovo settimanale, “ Le Opere “, che offriva le intere opere a puntate come “La Traviata “, “Aida” e “Rigoletto”.

Purtroppo un’agguerrita concorrenza, il cambio inesorabile dei tempi e con l’ arrivo in Italia sul mercato dei nuovi “Long Playing “ a 33 giri l’era del disco a 45 giri era ormai tramontata, e con essa tramontarono i “Dischi della NET RECORDS che avevano rallegrato le giornate di tanti italiani, per i quali l’acquisto di un disco era stato fino ad allora un sogno proibito.

tratto da:

“Corrado Tedeschi mio padre” di Anna Tedeschi 

 pubblicato da CORRADO TEDESCHI EDITORE 1991